Napoli-Inter, la sfida dei “maranza”: «Spalti gremiti, bisogna evitare raid davanti allo stadio», il Prefetto blinda la città, uomini e mezzi anche a Scampia 

Appuntamento palla al centro per le 18:00 al Maradona. Il Napoli che e ra prima è diventata seconda sfida la capolista Inter. Fuori però il match (e forse questo era l’intento) l’hanno vinto i “maranza” che con una serie di messaggi su TIkTok hanno fatto blindare Napoli. Stazione centrale, ma anche fermate della metropolitana a Scampia e in alcuni punti dell’area occidentale (quelli a ridosso dei club di tifosi che un tempo si definivano “fossato flegreo”). Sono questi i punti della città su cui la Prefettura ha deciso di rafforzare i controlli, in vista della tensione provocata dall’ultima frontiera della idiozia social: la sfida dei “maranza”, i “cafoni” delle aree metropolitane del nord, sull’asse Milano e Torino. Storia nota, a leggere una serie di post che rimbalzano su TikTok da giorni: ci sono alcuni streamer che hanno chiamato a raccolta i propri amici “maranza” per invadere il Sud, in una sfida a colpi di spranghe e di rappresaglie. Cercano il corpo a corpo e lo fanno nella giornata in cui l’attenzione delle forze dell’ordine è concentrata sul match del Maradona tra Napoli e Inter.

È il tam-tam per «invadere» Napoli nel giorno in cui la città è in apnea per la sfida scudetto al Maradona. In occasione del big-match, dunque, la provocazione a «fare un macello». Ma chi c’è dietro questa challenge? Chi sono i maranza? In azione, piccoli bulli di periferia, spesso cittadini italiani figli o nipoti di maghrebini giunti in Italia nella seconda metà del Novecento, particolarmente attivi sui social. Immediata la risposta delle istituzioni. Il prefetto Michele di Bari rafforza i controlli e i presidi di forze dell’ordine. Intanto, al lavoro la Digos di Napoli che sta passando al setaccio i social di alcuni sedicenti “maranza”, in stretto contatto con i colleghi di Torino e di Roma, vale a dire le stazioni dove si dovrebbe verificare la chiamata a raccolta dei facinorosi. Tappe definite a mezzo social: da Torino a Roma, poi a Napoli (in particolare a Scampia), per poi puntare su Catania (il cui tifo è gemellato con gli azzurri).

Al momento, tuttavia, non emergono criticità, al di là dei «botta e risposta» e delle esternazioni di vario tenore sui social. La “challenge” è partita da Torino, dove uno streamer ha diffuso un video in cui lancia la sfida: «Stiamo chiamando tutti i “maranza” che ci sono in Italia per scendere tutti insieme al Sud». E ancora: «A tutti quelli del Sud che si esaltano dicendo “noi abbiamo questo” (qui mima il gesto di premere il grilletto di un’arma da fuoco – ndr) rispondiamo che è roba da film. La vita reale è un’altra. Totò Riina ci ha lasciato anni fa. Noi vi faremo vedere la vita reale. Se salite al nord vi scippiamo o telefonin. Vi faremo vedere la vita reale, non i film e le fantasie».

L’autore è Don Ali un 24enne invasato di origini marocchine che si è autoproclamato il “re di Torino”. È arrivato a Torino da bambino e ha vissuto nel quartiere Barriera di Milano. Dal 2019 realizza video con provocazioni e bravate. Come questo, appunto, che è rimbalzato sui social ed è stato imitato da diversi altri maranza che hanno prodotto filmati contenenti annunci violenti, con toni provocatori e di sfida: «Sud preparati, il 1 marzo arriviamo noi e sarà guerra. Tutti con il Frecciarossa, prima tappa Roma, poi Napoli e Sicilia… Faremo un macello e scapperanno tutti… perchè quelli del Sud parlano male di noi del Nord».

Non di meno la replica social proveniente dal sud: «Stamm tutt pronti… ve scassammo, maranza, ve facimme capi comm’e ‘o sistema». E un altro: «Domani tutti a Scampia per ospitare i maranza a modo nostro, poi la sera fuori allo stadio a Fuorigrotta. Vogliono far casino con le nostre donne e tutto questo non lo dobbiamo permettere». Massima cautela da parte degli investigatori, nessuna volontà di sottovalutare questo tipo di sfida, ma è chiaro che una rete difensiva è stata allestita. Oggi ovviamente c’è attenzione da parte delle forze dell’ordine anche per scongiurare momenti di frizione tra supporter interisti e azzurri. Come è noto, è stata vietata la vendita di biglietti per il Maradona ai residenti in Lombardia, ma gli spalti dello stadio di Fuorigrotta riservati agli ospiti saranno comunque gremiti. Intanto, la parte sana del tifo azzurro punta a creare le condizioni ideali per sostenere la propria squadra. Girano volantini che invitano a portare almeno una sciarpa azzurra sugli spalti del Maradona. Un invito a tifare con orgoglio e con una sola voce, che punta a riportare la sfida tra tifoserie nell’alveo naturale: quello del sostegno della maglia e dei calciatori che la indossano. Il Prefetto ha blindato la città. Non meno preoccupazione l’eventuale scontro tra le due tifoserie.

 

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